TigellaBella: storia (di successo) di un cambiamento nato grazie a uno studente.
Abbiamo conosciuto il titolare di Tigella Bella, locale di Piacenza appartenente al circuito Alimentazione Fuori Casa, che ci ha raccontato come è nata l’idea di fare tigelle senza glutine e il suo rapporto con AIC.
Ciao Filippo! Grazie per essere qui oggi. Vuoi raccontarci chi siete e da quanto tempo fate senza glutine?
Noi siamo TigellaBella, di Piacenza, e siamo specializzati in tigelle, gnocco fritto e salumi piacentini. Nella nostra cucina vogliamo essere inclusivi e aperti a tutti, per questo abbiamo senza glutine, ma anche opzioni vegetariane e vegane. Abbiamo iniziato a fare senza glutine nel 2016 grazie ai nostri clienti: all’inizio lavoravamo solo per pochi ragazzi studenti che frequentavano le scuole del centro e venivano qui con i loro amici, poi pian piano la clientela celiaca è aumentata fino ad esplodere.
Quindi come spesso accade possiamo dire che sono stati giovani a portare il cambiamento?
Sì, all’inizio avevamo i ragazzi celiaci che si accomodavano con i loro amici e mangiavano il cibo che si portavano da casa, quindi abbiamo deciso di iniziare per loro. Purtroppo spesso il celiaco è abituato a non avere scelta: non vogliamo che poter scegliere sia una cosa scontata per tutti.
Come siete arrivati all’Associazione e quindi al circuito Alimentazione Fuori Casa?
Come ti dicevo sono stati i nostri clienti a indirizzarci verso l’AIC quindi per noi era scontato farne parte dato che buona parte del nostro lavoro è anche l’ascolto del cliente. L’Associazione ci è stata di grandissimo aiuto per avere le informazioni complete e in più ci dà molta visibilità grazie all’app AIC.
La ristorazione senza glutine non è semplicemente avere l’ingrediente senza glutine, ma è un insieme di procedure, è un’educazione al rispetto. Questa, per chi vuole iniziare a fare senza glutine, è una parte importante da capire perché ancora si tende a sottovalutare l’importanza della non contaminazione, o addirittura non si hanno tutte le conoscenze su che cosa sia la celiachia. In questo AIC deve essere il punto di riferimento perché è di grande supporto nel dare le informazioni giuste e in più si creano ottime relazioni con i volontari tutor che vengono a trovarci per gli aggiornamenti periodici. Si cresce insieme.
Per noi AIC è importante con le sue informazioni anche per i clienti stessi, perché ci capita ancora di avere persone non celiache che chiedano il senza glutine perché convinte che “faccia meglio”. Questo è ancora un problema: molti hanno una percezione molto superficiale della celiachia.
Hai un consiglio da dare ad AIC e a chi vuole fare senza glutine?
Bisogna informare sempre e rimanere informati. Ci sono ancora troppi freni nella ristorazione su questo argomento, ma con le giuste comunicazioni si possono superare. Noi parliamo volentieri di AIC ai nostri clienti perché l’Associazione ci ha dato tanto. Fare una ristorazione senza glutine è un mestiere pieno di soddisfazioni, la clientela celiaca è davvero affezionata al locale che la fa sentire sicura come a casa propria.

